
Nella metrica di di Schwarzschild abbiamo visto come passando da un tempo coordinato a uno proprio viene meno la singolarità
di origine geometrica in corrispondenza della sfera degli eventi. Possiamo ipotizzare che esistano altre coordinate temporali tali da
eliminare la singolarità. Geometricamente possiamo pensare a una coordinata che raddrizzi le geodetiche, trasformandole in
linee rette, non verticali, in modo che intersechino la retta ordinata di coordinata r=RS.
Riprendiamo la funzione del tempo nel caso di un raggio di luce e definiamo una nuova coordinata spaziotemporale che includa la
curvatura logaritmica, causa della singolarità in RS. Partiamo dalla geodetica di un raggio di luce uscente
descritto nella metrica di Schwarzschild.
t = ±(r + RSln|r − RS| + cost)
L'argomento del logaritmo è spesso indicato anche come segue.
ln|r − RS| + cost
ln|(r − RS)(RS/RS| + cost
ln|(r/RS − 1)RS| + cost
ln|(r/RS − 1)| + ln(RS) + cost
ln|(r/RS − 1)| + cost + cost
ln|(r/RS − 1)| + cost
Di t abbiamo due espressioni, una negativa e una positiva (dato ±). Definiamo una nuova coordinata t' tale da annullare il termine logaritmico. Dato il doppio segno di t l'annullo del termine può avvenire sia negativamente che positivamente. Questo porta a dover identificare due coordinate.
t' = ±t + (RSln|(r/RS − 1)|
t' = ±t − (RSln|(r/RS − 1)|
La prima coordinata è detta avanzata. Cerchiamone la soluzione per i valori negativi di t sostituendo t con la funzione geodetica riportata a inizio paragrafo.
t' = −t + (RSln|(r/RS − 1)|
t' = −r − RSln|(r/RS − 1)| + (RS ln|r − RS|)
t' = −r
Se deriviamo troviamo una costante.
dt'/dr = −r/r
dt'/dr = − 1
Con t troviamo la funzione di una retta. Poniamo ora t positivo.
t' = +t + (RSln|(r/RS − 1)|)
t' = r + RSln|(r/RS − 1)| + (RS ln|r − RS|)
t' = r + 2RSln|(r/RS − 1)|
Calcoliamo la derivata.
dt'/dr = d(r + 2RSln|(r/RS − 1)|)/dr
dt'/dr = (r + RS)/(r − RS)
In questo caso la funzione è iperbolica.
Riassumendo le due espressioni in un piano spaziotemporale ci troviamo con curve uscenti e rette entranti.
I coni luce delimitati da queste permettono di entrare nella sfera delimitata dall'orizzonte degli eventi. Questo moto è
però unidirezionale. Dall'interno della sfera non esistono coni di luce che permettano di uscirne. Questa descrizione
si rivela più compatibile con la fisica osservata e teorizzata.
La coordinata temporale con l'elemento logaritmico sottratto è detta ritardata.
t' = ±t − (RSln|(r/RS − 1)|
Questo porta alle stesse soluzioni, ma scambiate.
t' = −r − RSln|(r/RS − 1)| − (RS ln|r − RS|)
t' = r + 2RSln|(r/RS − 1)|
t' = r + − (RS ln|r − RS|)
t' = r
Dal grafico vediamo un diverso orientamento dei doni di luce. La luce non può entrare nella sfera di Schwarzschild, ma
sorprendentemente ciò che vi è contenuto può solo uscirne. Quanto qui teorizzato prende il nome di buco bianco.
Cerchiamo di scrivere la metrica di queste nuove coordinate partendo da quella di Schwarzschild. Si ponga sempre c=1
e si consideri un moto esclusivamente radiale, con dψ,dω=0. Dobbiamo considerare che la coordinata temporale è ora una somma
di t con r. Nominiamola v.
v = t' + r
v = t + (RSln|(r/RS − 1)|) ± r
v = t + r*
Abbiamo trasferito il termine logaritmico da t' a r. Questo semplifica i calcoli che seguono. La coordinata r* è chiamata coordinata della tartaruga. Ad essa è dovuto l'avvicinamento asintotico a RS in un modo similare a quanto accade nel paradosso di Zenone.
Prima di proseguire troviamo il differenziale di dr* calcolato su dr.
dr*/dr = (r + RS ln|r − RS|)/dr
dr*/dr = 1 − (RS/(r - RS)
dr* = (r/(r - RS))dr
dr* = ((r - RS)/r)−1dr
dr* = α−1dr
Nell'espressione del differenziale abbiamo semplifichiamo la notazione con α=(1 − RS/r).
Sviluppiamo la metrica di Schwarzschild sulla nuova coordinata temporale v=t+r*.
ds2 = αdt2 − α−1dr2
ds2 = α(dv − dr*)2 − α−1α2dr*2 − α−1dr2
ds2 = α(dv2 + dr*2 − 2dvdr*) − α−1dr2
ds2 = αdv2 + αdr*2 − 2dvαdr* − α−1dr2
ds2 = αdv2 + α−1dr2 − 2dvdr − α−1dr2
ds2 = αdv2 − 2dvdr
Data la relazione dr2 = α2dr*2 in modo equivalente abbiamo:
ds2 = αdt2 − α−1dr2
ds2 = αdt2 − α−1α2dr*2
ds2 = αdt2 − αr*2
La metrica speculare, con u=t−r* risulta invece essere:
ds2 = αdu2 + 2dudr
ds2 = αdt2 + αr*2